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Riccardo Mechi, un viaggio solo per AISM

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L'architetto fiorentino racconta i suoi progetti: non parteciperà più al Mongol Rally ma ha deciso comunque di non rinunciare a questa esperienza, che farà in esclusiva per l'Associazione

Riccardo Mechi, architetto fiorentino trapiantato a Londra, è davvero una persona che riserva tante sorprese. Al fianco di AISM per ragioni familiari (sua cugina convive con la SM) ma anche perché ritiene sia un ambiente da far conoscere in tutto il mondo. L'ultimo suo progetto riguardava il Mongol Rally, «un viaggio che ti porta dall’Europa fino alla Mongolia con determinate regole: si deve usare una macchina molto vecchia, con un motore piccolo», il cui scopo principale è la beneficenza. Ci sono stati alcuni cambiamenti ma Riccardo, come ogni volta, trova sempre il modo di stupire. 

Come sono cambiati i piani dell’estate?

«Non partecipo più al Mongol Rally. C’erano delle limitazioni da parte degli organizzatori, principalmente questioni burocratiche. Ma ho deciso comunque di fare il viaggio e lo farò solo per AISM».

Il piano e il percorso rimangono invariati?

«Sì, praticamente ho preso le basi originali del Mongol Rally, ovvero di portare una vecchia macchina dall’altra parte del mondo e a questo punto spero anche di tornarci indietro».

La macchina a che punto è?

«La macchina è quasi pronta. C’è un bel porta pacchi pieno con tre taniche di benzina, tre ruote, più lo spazio per le taniche dell’acqua. Sono stati fatte delle modifiche sia al motore che alla pompa del freno. La macchina ha fatto tutto il rodaggio, sono stati applicati dei grossi fari al led sulla parte superiore. Gli abbiamo poi dato una bella mano di vernice e nei prossimi giorni verranno applicati, da una società che se ne occupa, gli adesivi di AISM: uno molto grande che celebra i cinquant’anni dell'Associazione e anche quello dell’unico sponsor che sono riuscito a trovare, il Mercato Metropolitano di Londra».

E per quando è prevista la partenza?

«La partenza è fissata per il 14 luglio da Firenze. Spero di arrivare i primi di settembre verso la Mongolia e poi, macchina permettendo, ci sarebbe anche il ritorno. Fortunatamente lo studio mi ha dato l’aspettativa (ride, ndi)».

Nelle settimane scorse è stato ospite di “Un Canestro per AISM”, evento organizzato dalla Sezione provinciale di Firenze. Che giornata è stata?

«Ci sono stato durante la mattinata. Sono tornato da Londra anche per partecipare a questa attività di AISM. È stata una bella giornata, è un’attività molto interessante. C’è stata una bellissima partecipazione e la cosa che più mi ha impressionato è stata la differenza di età: in campo c’erano sia i dodicenni che i senior e giocavano tutti insieme. È importante coinvolgere tutte le fasce di età e quante più persone possibili, non solo chi ha parenti o amici con la SM».

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