Roma, Monchi e quegli acquisti sbagliati che bloccano il mercato

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Tra cartellini e bonus investiti, 270 milioni è la cifra delle scelte di mercato fatte dall'ex ds spagnolo in giallorosso

ROMA - Mentre Monchi esulta per la vittoria del Siviglia al debutto contro l’Espanyol, il collega Petrachi deve impegnarsi per rimediare agli errori strategici di chi l’ha preceduto. Pensando anche a questo strano personaggio, Bayrum Tutumlu, che nella gestione precedente è stato coinvolto in diverse negoziazioni della Roma e che adesso è stato tagliato fuori. Da Pastore a Nzonzi, da Schick a Gonalons, da Olsen a Karsdorp, passando per i giovani non collocabili Bianda e Coric: è facile comprendere come mai Pallotta sia furibondo nei confronti di Monchi, che considera una delle delusioni professionali più forti della sua carriera di businessman.

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Roma, gli acquisti di Monchi

Arrivato con la fama di Re Mida del mercato, ideatore di un metodo descritto persino in un libro, Monchi si presentò a Trigoria pronunciando una frase manifesto: vendere non è un problema, il problema è comprare male. Appunto. In due estati di mercato ha avuto una sola grande intuizione, l’acquisto di Kolarov, avallando con intelligenza le operazioni Under e Zaniolo che erano state impostate dal vice Massara. Il resto degli acquisti è una combinazione di abbagli davvero difficile da eguagliare, per un totale di 270 milioni di soli cartellini e bonus investiti. Morale: nel 2017 Monchi ereditò una squadra che aveva appena fatto il record di punti, 87, seconda in classifica. Due anni dopo l’ha lasciata al sesto posto, con un organico pieno di stipendi sovradimensionati.

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Roma, chi sono gli esuberi

I quattro milioni netti a Pastore, pagato 25 milioni a 29 anni a un anno dalla scadenza con un contratto per cinque stagioni, sono uno dei misteri più inspiegabili. Al di là dei problemi fisici, che forse si potevano immaginare, la ratio dell’acquisto apparve assurda: l’idea era farlo giocare mezzala nel 4-3-3. E poi Nzonzi, un trentenne pagato quasi 30 milioni. Petrachi l’ha dovuto prestare al Galatasaray purché qualcuno si accollasse l’ingaggio da oltre 3 milioni netti. Problema risolto solo parzialmente, però, perché non è affatto scontato che i turchi lo riscattino nei prossimi due anni. Principio simile va applicato a Karsdorp, la locomotiva olandese tornata al Feyenoord dopo due anni tra lettini e panchine: la Roma ne auspica un rilancio, complice l’aria di Rotterdam, per poi rivenderlo. Lo stesso piano Petrachi aveva immaginato per Olsen, ma il prestito al Montpellier è saltato per una storia di commissioni. Un altro errore di Monchi, che sperava di garantire il futuro alla Roma spendendo una quindicina di milioni per i giovani invisibili Coric e Bianda: per cifre simili Sabatini aveva preso Strootman.

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