Mancini: «Accostato all'Italia? Non mi sorprende...»

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L'allenatore dello Zenit: «Sono felice a San Pietroburgo, non penso alla Nazionale»

ROMA - Il suo è stato uno dei primi nomi accostati alla panchina della Nazionale per il post-Ventura. Profilo vincente, età, richieste economiche non eccessive: Roberto Mancini sembra avere tutte le caratteristiche giuste per guidare l'Italia anche se il favorito è sempre Carlo Ancelotti. L'allenatore dello Zenit però allontana il pensiero azzurro: «Non mi sorprende che ci sia il mio nome sulla lista dei probabili successori di Ventura - spiega nell'intervista a Match Tv -. Vedo che ci sono anche colleghi con esperienza e vittorie nei campionati di diversi Paesi. Ma io sto bene a San Pietroburgo e in questo momento non penso alla Nazionale: il mio obiettivo è vincere il campionato russo».

ITALIA SFORTUNATA - Mancini fornisce poi la sua chiave di lettura del flop azzurro: «Vedere fuori l'Italia mi ha suscitato una tristezza infinita. Sono nato dopo il 1958, l'anno in cui la nostra Nazionale non si qualificò per la Coppa del Mondo, non sapevo cosa volesse dire. Ho provato qualcosa di surreale e tanta tristezza. L'Italia nel doppio confronto con la Svezia è stata molto sfortunata. Soprattutto nella gara di ritorno, quando molte occasioni sono stata sciupate e non concretizzate. Ma il calcio è uno sport molto strano, ci sono giorni in cui tutto il mondo è contro di te e non puoi fare nulla. In tutte le nazionali c'è un ricambio generazionale e l'Italia, ovviamente, è in questa fase. Ma penso che presto riprenderà la sua posizione di leader nel mondo del calcio, perchè stanno crescendo molti ragazzi di talento».

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