Maresca ok in Juve-Milan. Lazio-Lecce, Manganiello sbaglia tanto

L’arbitro di Napoli sarà nominato internazionale dal prossimo gennaio al posto di Rocchi. Ieri il “battesimo”

© Bartoletti

LA PENNA 7
Cagliari-Fiorentina 5-2

Partita abbastanza facile per il romano La Penna, che si conferma direttore di gara di grande affidabilità. Vero, lo strapotere del Cagliari gli ha reso la strada in discesa. Ma vederlo vicino a Cerri (che oltre il 90’ era andato via in contropiede) dimostra una forma fi sica e una concentrazione invidiabili. Coglie bene la simulazione di Sottil (non c’è alcun contatto punibile con Cigarini), a cercare il pelo - ed è giusto scovarlo - manca un giallo per Nainggolan (fa un fallo su Castrovilli simile a quello che lo stesso Castrovilli aveva fatto su Simeone).

MANGANIELLO 5
Lazio-Lecce 4-2


Non benissimo ma neanche bene Manganiello, fi nisce per far arrabbiare entrambe le squadre con decisioni davvero al limite. I due rigori sono entrambi oggetto di critica. Comincia la Lazio, e non a torto, perché il rigore dato al Lecce è davvero misero e generoso. C’è un contatto fra il sinistro di Mancosu e il destro di Milinkovic, con il primo che sembra andare sul secondo nel tentativo di prendere una posizione più favorevole. Al momento del tiro di Babacar, in area c’è una specie di festa, entrano tutti, compreso Lapadula che va ad impattare sul gioco visto che raccoglie il pallone e segna. Essendo una decisione arrivata con il VAR, le verifiche da fare sono: posizione del portiere (nel caso buona, ha almeno un piede sulla linea); eventuali infrazioni commesse da chi ha segnato (Lapadula entra prima in area, è punibile). L’esempio (a scopo didattico) che Rizzoli fece a Coverciano fu praticamente identico a quello di ieri, Samp-Empoli scorso campionato. Il Lecce, fra l’altro, (nel caso di rigore ripetuto) avrebbe avuto due vantaggi: la possibilità di segnare sulla respinta del portiere; il rigore ripetuto. C’è da discutere anche sul tocco di braccio di Calderoni, che Manganiello considera punibile. Non a torto (il braccio è onestamente “largo”, anche se la posizione non è quella convenzionale), e sembra andare volontariamente sul pallone, anche se il giocatore di Liverani è in caduta (non certo per un fallo, è lui che va di forza di spalla su Milinkovic) e dunque scoordinato nei movimenti.

Articoli correlati

Commenti

Dalla home

Vai alla home