Bologna, ecco De Silvestri: "Mihajlovic mi ha detto subito cosa vuole da me"

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Il difensore: "Tutte le esperienze avute in carriera hanno reso il mister più maturo, riesce sempre a motivarci. Qui ho trovato gli stimoli giusti e un ambiente dinamico, ma ci tengo a ringraziare il Torino"

BOLOGNA - Lorenzo De Silvestri stamattina si è presentato al mondo Bologna in conferenza stampa: "Appena sono arrivato ho parlato a tu per tu con Mihajlovic: mi ha detto cosa si attende da me in campo e fuori. Ho scelto io i rossoblù, ero convinto su quello che doveva essere il futuro. In estate ho raggiunto la squadra più tardi in attesa che scadesse il contratto col Torino, ma nel mentre mi sono sempre allenato. Bologna era quello che volevo dopo gli anni a Torino, società che ci tengo a ringraziare. Avevo bisogno di stimoli e qui a Bologna cene sono. Ho trovato un ambiente dinamico e all'avanguardia, il primo impatto è molto positivo. Mihajlovic cresciuto con gli anni? Tutte le varie esperienze avute da allenatore lo hanno migliorato e lo hanno reso più maturo. Riesce sempre a motivarci e questo è un fattore molto positivo".

De Silvestri e il tecnico serbo sono legati da un rapporto di stima che dura da anni: "Abbiamo fatto diverse esperienze insieme, ci siamo ritrovati in tante squadre. Con lui e con tutto lo staff siamo cresciuti, ci siamo dati aiutati a vicenda. Sono contento di essere qua perchè voglio raggiungere un nuovo gradino importante della mia carriera, e lo posso fare in un ambiente dove tutta la squadra ha grande ambizione. Non mi sento il pretoriano di Sinisa, mi sento Lorenzo De Silvestri, un giocatore con tanta voglia di migliorarsi e di crescere".

"Torno a fare il terzino destro, quello che è il mio vero ruolo. La tenuta fisica è il mio primo obiettivo poi gli altri rispecchiano quelli della squadra. La sfida contro il Milan è stata una partita tosta, mentre per quanto riguarda il reparto arretrato sicuramente ci sarà tanto da migliorare perchè la difesa è una questione di reparto. I miei compiti? Farò il professionista, ciò che mi viene naturale fare. I più giovani se vorranno prendere consigli positivi lo faranno. Io cercherò di portare la mia esperienza da aggiungere a quella che il Bologna già ha".

Il terzino scuola Lazio è rimasto fedelo al suo numero 29: "Mia sorella è nata il 29 agosto e da quando l'ho scelto ai tempi della Lazio me lo sono sempre portato dietro. Per quanto riguarda la Nazionale l'infortunio del crociato mi ha sicuramente tolto delle possibilità, poi ho sicuramente fatto degli errori e non mi sono meritato abbastanza la maglia azzurra. So però di avere ancora tempo per migliorarmi. La squadra è formata da tanti giovani che hanno tanta voglia di fare bene, e di cui sono rimasto positivamente meravigliato sotto l'aspetto della qualità".

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