Baldissoni, lunga risposta a Totti: "Nessuno può decidere da solo"

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Il vicepresidente della Roma ha replicato all'ex numero 10 che ieri si è dimesso dal suo incarico nel club giallorosso

ROMA - Dopo il comunicato di ieri sera, quest'oggi è arrivata la replica della Roma alla confrerenza stampa di Francesco Totti. Il vicepresidente Mauro Baldissoni ha provato a fare chiarezza sui progetti del club giallorosso, rispondendo alle parole dell'ex capitano convinto di essere stato allontanato indirettamente da Trigoria e pugnalato alle spalle da alcuni dirigenti: "Bisogna partire dal passaggio che tutti i calciatori vivono dall’essere all’icona al diventare altro. Non è semplice e non rapido, implica poi un passaggio ulteriore che va accompagnato - le parole di Baldissoni a Sky -. Siamo stati convintissimi nell’essere pazienti ed aspettarlo. Come ha detto lui stesso, un anno era più difficile per lui rendersi conto di quello che succedeva, poi a metà del secondo anno la società gli ha proposto di assumere quello che anche lui riteneva il suo ruolo più consono: il direttore tecnico. Non ha dato una risposta e siamo rimasti dispiaciuti. La scelta di Ranieri è stata accolta dalla società. Poi la scelta di andare a convincere Conte, anche lì la società l’ha voluto seguire. Non lavoro nell’area tecnica e non so se altre sue considerazioni non siano state prese. Il lavoro resta di squadra e nessuno può decidere da solo".

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Totti, Baldissoni e la 'deromanizzazione'

"Quello di levare i romani dalla Roma è stato un pensiero fisso per alcuni. È prevalso alla fine, perché sono riusciti a ottenere quello che volevano". Dalle parole di Totti in conferenza stampa sulla 'deromanizzazione', a quelle di Baldissoni che ha negato l'operazione: "Dispiace che questa sia la sua percezione, non possiamo che rispondere con fatti. Le percezioni lasciano il tempo che trovano, ma i fatti restano. Francesco ha avuto due contratti da giocatore e uno da dirigente, con la proposta di diventare direttore tecnico. De Rossi ha avuto due contratti da calciatore della durata di 7 anni, poi gli abbiamo proposto di cominciare un percorso nella società. Restando in campo, ricordiamo anche altri investimenti che la società ha voluto fare per riportare altri ragazzi cresciuti nel settore giovanile. Parlo ovviamente di Florenzi e Lorenzo Pellegrini, la società non si è tirata indietro per riportare questi giocatori a casa. Non dimentichiamo Luca Pellegrini. Questo si associa anche ad altre iniziative, che credo siano un vanto e un merito di questa società. È stato avviato un programma come quello della Hall of Fame, consente a tutti i giocatori di poter tornare a far parte di questa famiglia. Aver coinvolto ex giocatori in tante altre attività della società. Faccio di nomi: Desideri, Chierico, Rizzitelli, Righetti, Candela Nela. L'obiettivo di questa società è privilegiare chi ha speso tanto per portare il nome di questa squadra all'attenzione del pubblico nazionale e internazionale. Neanche cito il lavoro di recupero dell'archivio storico. Il concetto di deromanizzazione sarebbe totalmente sciocco e autolesionista. Il patrimonio rappresentato da questi giocatori ha un valore inestimabile, come potremmo essere così stupidi da fare il contrario? Sono i fatti a dimostrare che non è così. Prima del completamento dell'acquisizione da parte degli americani, incontrai Francesco e gli andai a spiegare la considerazione degli americani. Gli dissi che Francesco Totti statisticamente nel mondo era più conosciuto della Roma all'epoca. Il riconoscimento di tale valore era imprescindibile anche nella scelta dell'investimento. Nulla più lontano dal vero che pensare di voler allontanare Francesco Totti dalla Roma".

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Totti e Pallotta

Altro argomento spinoso della conferenza di Totti è sicuramente stato il rapporto tra l'ex capitano giallorosso e il presidente Pallotta, colpevole (tra le altre cose) di essere troppo distante dalla squadra e offrendo così ai giocatori un alibi nei momenti negativi della stagione: "Tutti sappiamo che quest'anno i due principali tornei europei sono stati vinti dal Liverpool e dal Chelsea. Vi invito a verificare quante volte i loro presidenti siano stati presenti in sede. Sul fatto che Pallotta e Totti non si siano parlati ricordo che il presidente aveva invitato Francesco ( già da quando aveva smesso di giocare) a passare del tempo con lui negli Stati Uniti per conoscere tutte le dinamiche dei suoi investimenti nella Roma. Anche recentemente so per certo che lo ha invitato a casa sua a passare del tempo: sia a Boston che nella sua residenza al mare. Mi rendo conto che poi c'è una difficoltà di lingua e di cultura che non facilita questa comunicazione sulla quale noi avremmo potuto impegnarci di più nel favorirla. Va detto però che l'interesse del Presidente è sempre stato quello di avvicinare questi grandi giocatori". 

Le parole di Totti e il suo addio alla Roma "lasciano tanto dispiacere - ha proseguito Baldissoni -. È evidente che è una sconfitta per tutti quando non si riesce a trattenere un grandissimo patrimonio per la storia della Roma. Dal punto di vista delle strategie di mercato, queste non sono associate a tutto ciò. La Roma deve andare avanti a prescindere da chi è all'interno della società. Io, non occupandomi di mercato, non posso entrare nelle scelte tecniche ma mi baso sui fatti. In questi anni la proprietà ha investito senza sosta ereditando una società con delle difficoltà economico-finanziarie venduta da una banca. Ha investito portando dei risultati sul campo che riteniamo siano buoni: cinque qualificazioni consecutive in Champions League, due ottavi di finale, una semifinale. Siamo stati tra le dieci società che hanno investito di più in calciatori. Ovviamente i vincoli imposti dal Fair Play Finanziario ci hanno costretto anche a vendere. Continueremo ad investire anche ora, dopo l'anno in cui la Roma ha ottenuto il suo record negativo di punti ed è rimasta fuori dalla Champions. Continueremo a contribuire per rendere competitiva questa società e cercheremo di vincere qualche trofeo. Sbagliare può far parte della gestione tecnica, capita a tutti. Quest'anno abbiamo fatto degli errori e abbiamo attraversato un'annata negativa. Questa dev'essere una motivazione in più per migliorarci. Il presidente Pallotta è una persona ambiziosa, investe con la volontà di 'viaggiare' nell'ambito sportivo. Lui stesso spiegò, quando venne a Roma, che aveva avuto modo di comprare i Boston Celtics e dopo 5 anni era riuscito a conseguire un titolo NBA e che si augurava di poter replicare una cosa del genere con la Roma. Questa resta tutt'ora la sua ambizione e a maggior ragione si rafforza dopo una stagione sfortunata". 

Quattro, e a casa!

Baldissoni e Totti

"Mauro Baldissoni è stato un dirigente della Roma. Ha cercato di indicarmi la strada, non so quale. Mi ha aiutato sotto alcuni punti di vista, ma non ce l’ho con lui. Lui fa parte dei dirigenti. È una carica importante quella del vice presidente. Perché ridete?". Nominato in conferenza stampa, Baldissoni ha poi replicato alle parole di Totti sul rapporto tra i due: "Premetto che per me lui è stato un'idolo fin dall'infanzia. Quando giocava ricordo anche di aver scritto una lettera ad un giornalista per difenderlo quando era stato attaccato nella vicenda del calcio a Balotelli. Il mio rapporto con lui è sempre stato chiaro, cortese e corretto. Il primo anno gli ho dato massima disponibilità, l'ho invitato spesso a venire, a fare domande, per vedere e per farsi un'idea sulla vita all'interno del club, da cui magari prendere spunto su quello che avrebbe voluto fare. Non opero nell'area tecnica, non posso che confermare di avergli dato la massima disponibilità. È rimasta così fino alla fine".

Totti e la nuova proprietà

"Posso tornare a Trigoria soltanto con una nuova proprietà". Parole che hanno irritato la proprietà americana, essendo anche una società quotata in borsa. Dopo il comunicato di ieri sera ("La proprietà non ha alcuna intenzione di mettere la Roma in vendita adesso o in futuro"), le parole di Baldissoni: "Noi non potevamo fare a meno di far notare questo ripetuto riferimento ad un potenziale ritorno con una nuova proprietà (anche se per correttezza abbiamo notato che era sollecitato più che altro dai giornalisti e non da Francesco). Abbiamo voluto ricordare che qualsiasi iniziativa volta ad un eventuale passaggio di proprietà dev'essere condotta nei modi corretti essendo noi una società quotata e che deve rispettare delle regole finanziare. Il presidente è stato chiaro più volte: la Roma non è in vendita, questo è bene che i mercati lo sappiano". 

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Pallotta e lo stadio

Infine lo stadio, argomento sempre delicato e che nei prossimi giorni sarà tema tra Roma e Comune di alcuni incontri decisivi. "È evidente che lo stadio è un tema cruciale ma in questa città dobbiamo sottolineare come si tende sempre a creare opacità. Lo stadio è cruciale, come ha ripetuto anche Claudio Ranieri, è un amplificatore di ricavi che sono necessari all'As Roma, squadra di calcio, per aumentare la propria forza. Senza, diventa molto più complicato dover primeggiare. Senza sarà pressoché impossibile competere con la Juventus come molti si augurano. Se alla lunga non gli verrà concesso di fare questo investimento, è evidente che potrà cambiare idea ma non lascerà nulla di intentato".

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