Smalling: "Potevo restare a Manchester, ma la Roma è una sfida totale"

© Bartoletti

Parla il difensore inglese passato in giallorosso nell'ultima finestra di calciomercato

ROMA - È arrivato negli ultimi giorni del calciomercato, ma non ha potuto mettersi subito a disposizione di Fonseca per un problema all'adduttore della coscia destra. Chris Smalling però scalpita per indossare la maglia della Roma e dimostrare tutto il suo valore, anche a quel Manchester United che non gli garantiva un posto da titolare e quindi lo ha spinto verso la porta d'uscita: "Solskjaer mi diceva che avrei avuto le mie chances - le sue parole al Telegraph -. Io sono abituato a giocare se sto bene, ma in questa stagione sarebbe stato diverso e avrei giocato soltanto se altri compagni avessero avuto dei problemi.  Avrei fatto 20-30 partite e sono un buon numero, ma voglio giocare di più”.

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In più il Manchester United in questa finestra di mercato ha comprato Maguire per la cifra record di 92 milioni: Rimanere al Manchester sarebbe stato semplice. Avevo parlato con Solskjaer prima che arrivasse Harry e sapevo di essere dietro di lui e Vic (Lindelof, ndr) ma nelle stagioni precedenti avevo iniziato dietro e dopo quattro o cinque partite ero tornato titolare. Adoro le nuove sfide e quando arriva un nuovo calciatore devi fare di più”.

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Meglio cambiare aria e assicurarsi un posto da titolare nella Roma, una bella sfida: "Questa è l’occasione perfetta per provare a vivere in una cultura diversa. È un cambiamento totale, anche se il calcio è ancora lo stesso”. Con l'approdo alla Roma però Smalling non è stato convocato in nazionale: “Sono deluso. Ero abituato ad andare in Inghilterra quando giocavo al Manchester. Il mio obiettivo è sempre quello: essere convocato”. Infine un messaggio contro il razzismo: “Le nostre voci devono essere ascoltate. Speriamo che gli organi di governo, le leghe calcistiche e i calciatori possano essere più uniti. Sento che questa coesione ultimamente sta crescendo. Resta comunque deludente affrontare tutto ciò quando ci sono bambini che ti guardano in tv. Non deve esistere il razzismo”

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