Totti: "L'addio? Non dovevo salutare tutti. Spero in un blackout della Lazio"

© Bartoletti

L'ex capitano della Roma: "Bravo Inzaghi, ma spero si possa fermare il prima possibile. De Rossi al Boca? Lo rispetto, ma io non l'avrei fatto. Spalletti? Due personaggi diversi"

ROMA - Le sue dirette Instagram ormai sono sulla bocca di tutti, il Francesco Totti in isolamento nella sua casa all'Eur sta divertendo i tanti tifosi con le videochiamate prima con Luca Toni, poi con l'amico Vincent Candela. Questo pomeriggio l'ex capitano della Roma è stato ospite di Sky per raccontare come vive questi giorni dentro casa insieme a Ilary e i figli: "La giornata è lunga, però fortunatamente ho una famiglia che mi sostiene. Dobbiamo stare sempre dietro ai bambini, tra compiti, giochi e palestra il tempo passa velocemente. In questi venti giorni di isolamento abbiamo praticamente finito tutte le serie tv e film online. Da stasera comincia La Casa di Carta, saremo tutti incollati allo schermo..."

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Totti, la beneficenza e Del Piero

Isolamento a casa, ma Totti è sempre molto attivo nella beneficenza: "Nessuno si sarebbe mai aspettato di vivere questi momenti. Abbiamo comprato quindici macchinari specifici donati allo spallanzani e trecentomila euro. Con i campioni di Mondo abbiamo messo in piedi un'iniziativa benefica per donare ambulanze agli ospedali". Nel campo del sociale Totti si è sempre contraddistinto: è ambasciatore dell'Unicef, e già da ragazzo era stato un esempio quando ha devoluto in beneficenza il ricavato del suo libro delle barzellette. Con lui in molti sketch anche Alessandro Del Piero: "Hanno sempre cercato di metterci contro, ma fortunatamente avendo due caratteri molto simili ci siamo uniti, ci siamo capiti nei momenti difficili. Noi non sentivamo questo dualismo. Io e Del Piero eravamo veramente due bambini quando abbiamo girato gli schetch delle barzellette, nessuno ci toglierà la nostra amicizia".  

Totti: la Nazionale, l'infortunio e la decisione di smettere

"La sera stessa il prof. Mariani mi operò al perone: fu un intervento molto duro, in quel momento mi passò in testa qualsiasi cosa, ero sicuro di non partecipare ai Mondiali. Invece la sera stessa Mariani mi ha detto: 'Adesso sta a te. Con la tua forza riuscirai a ridurre i tempi della riabilitazione e far parte della rosa dell'Italia'. Mi venne a trovare Lippi nella clinica che mi diede la forza di uscire da quel tunnel lungo e buio. Io sapevo che per me sarebbe stato l'ultimo Mondiale, grazie a Lippi e ai compagni sono riuscito a vincere il trofeo più importante per un professionista. Avevo pensato di lasciare la Nazionale nel 2006 già prima dell'infortunio. Ogni anno giocavo cinquanta partite, visto che avevo un problema alla schiena dovevo mettere qualcosa da parte. Se non avessi giocato con la Roma non sarei andato in Nazionale, quindi ho deciso di lasciare gli Azzurri. La Roma è stata tutto per me, la mia vita, il mio percorso più bello. Fortunatamente sono riuscito a chiudere la mia carriera in nazionale vincendo un Mondiale". 

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Totti e la scelta di De Rossi di andare al Boca Juniors

"Io rispetto pienamente quello che ha fatto Daniele, ognuno è libero di fare le proprie scelte. Io avevo avuto delle oppoprtunità di giocare ancora, all'estero e in Italia, ma ero dubbioso. Avrei voluto continuare, mi sentivo di poter dare ancora qualcosa, ma un anno o due di calcio giocato non mi avrebbero cambiato molto. La mia scelta di vita era quella di indossare un'unica maglia, un anno in un'altra squadra avrebbero cambiato tutto. Mi hanno cercato negli Emirati Arabi, poi la Sampdoria mi voleva a tutti i costi: Ferrero romano e romanista avrebbe fatto di tutto per portarmi a Genova". 

Totti e l'amicizia con Federer

"Lui per me è il tennis. È un amico, spesso e volentieri ci sentiamo per messaggio. Abbiamo questo rapporto di lontananza, lui è in giro per il mondo e prima giocavo: non avevamo possibilità di vederci spesso. C'è stima reciproca, è un personaggio in cui mi identifico per movimento, atteggiamento e stile. È un esempio, e fortunatamente posso dire di essere suo amico. Un giorno lo sfiderò a padel". 

Totti e il rapporto con Giannini

"Quando abitavo a San Giovanni avevo il poster nella cameretta, poi crescendo l'ho staccato (ride, ndr). Quando io avevo sedici anni lui mi ha dato tantissimi consigli, sia lui che il padre. Mi hanno insegnato tante cose, mi hanno fatto capire il calcio dei professionisti. Sono stato molto fortunato ad avere queste due persone vicino. Quel pezzetto di stoffa che abbiamo indossato è diverso: per noi romani significa portare in alto i colori della Roma. Essere capitano è un vanto, un privilegio, un onore e un sogno cheogni bambino vorrebbe realizzare". 

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Totti e il giorno dell'addio al calcio

"Rispondo ancora con le lacrime. Sono passati tre anni, ma è come se fosse ieri. Spesso e volentieri riguardo quella giornata indimenticabile, racchiude tutto il mio amore per questa squadra, per questi colori e per questi tifosi. Ricordo ogni secondo di quella giornata che speravo non arrivasse mai, ma purtroppo in ogni cosa c'è un inizio e una fine. Non avevo voglia di salutare alcune persone durante la passerella finale, ma vista atmosfera dell'Olimpico ho deciso di essere professionale e di salutare tutti. È stato un giorno bello e brutto, perché ovviamente lasciavo il calcio ma mi sono reso conto di quanto amore potesse darmi la gente. Non ho retto all'emozione, la covavo da mesi. Ringrazierò i tifosi per sempre, perché mi hanno dato e tuttora mi stanno dando tanto". 

Totti e i due Spalletti

"Sono stati due personaggi diversi. Il primo Spalletti era il top, un secondo padre. Il secondo Spalletti? Avrà avuto le sue ragioni, qualche suggerimento da terzi. Non dico che mi ha messo il bastone tra le ruote, ma qualcosa non è andato come io e tante altre persone avrebbero voluto. Ho cercato sempre di tenere la testa alta e di fare del mio meglio, anche sapevo di essere in difficoltà". 

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Totti, Inzaghi e la Lazio 

"Con Inzaghi ho un bellissimo rapporto, c'è sempre rispetto reciproco. È uno degli allenatori più forti della serie A, sta facendo grandissime cose. Da tifoso della Roma spero che la Lazio si possa fermare il prima possibile, sono quelle annate dove gli va tutto bene: ma dopo la fortuna non si può dire nulla alla Lazio, spero in un blackout il prima possibile!". 

Totti e il nuovo lavoro

"Bisogna puntare molto sul settore giovanile, e non cercare all'estero i nomi stranieri. Bisogna ritornare a puntare sui giovani: così ritroveremo i vari Totti, Del Piero, Baggio... I numeri dieci di una volta. Il lavoro? Stavo partendo con la società, poi è scoppiato il Coronvairus che ci ha un po' bloccati. La mia volontà è quella di trovare un altro Totti, un altro giocatore di questo spessore. Cercherò in tutto il mondo e spero di trovarlo un giorno. Ho preso qualche gicatore giovane, e lo crescerò come hanno cresciuto me. Sono sicuro, riuscirò a trovarlo".

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Totti, la Roma e Fonseca

"La Roma ha alti e bassi. Siamo abituati a questi problemi. Fonseca è un grandissimo allenatore, sta capendo il calcio italiano e la Roma. Mi parlano tutti bene di questo allenatore, in primis i giocatori. Con alcuni innesti precisi possiamo fare un grandissimo campionato. Sì, possiamo: perché anche se sono fuori da Trigoria il mio cuore è lì".  

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