William, l'oro alle Olimpiadi e la firma con il Wolfsburg

Terzino destro, 23 anni, brasiliano, è stato lanciato dall'Internacional: a Porto Alegre ha avuto come allenatore anche Paulo Roberto Falcao. In Bundesliga cerca la convocazione nella Seleçao, dopo il primo posto festeggiato con la nazionale verdeoro e Neymar a Londra nel 2016.

ROMA - L’alleanza non si è sciolta, ma le logiche sono cambiate. La Volkswagen continua a nutrire e a governare il Wolfsburg, a garantirgli una stabilità finanziaria, però l’epoca dei grandi colpi (De Bruyne, Luiz Gustavo, Draxler, Schürrle) e del trionfo in Bundesliga del 2009 (con Felix Magath in panchina, due attaccanti come Edin Dzeko e il brasiliano Grafite, 54 gol in tandem, gli italiani Barzagli e Zaccardo) appartiene solo agli almanacchi. Adesso le tracce da seguire sono altre: auto-finanziamento, salary cap, conti in equilibrio. Wolfsburg è la città della Volkswagen: ventunomila operai, una media di 827.000 vetture prodotte ogni anno, uno stabilimento che ha un’estensione di 6,5 milioni di metri quadrati. Pallone e motori, calcio e industria, un matrimonio economico, come lo aveva definito in passato l’amministratore delegato Martin Winterkorn. Il legame rimane, ma dal 2016 sono state rivisitate le strategie. Indirizzo nuovo, brusco ridimensionamento delle spese, budget tagliato del 30% rispetto a qualche anno fa, quando sul piatto venivano stanziati per ogni stagione quasi cento milioni di euro. 

CONTI IN REGOLA - Una rivoluzione manageriale, che non ha spento però le ambizioni del Wolfsburg, settimo in classifica (39 punti in 25 giornate) e in corsa per la qualificazione in Europa League. Il capocannoniere della squadra, allenata da Bruno Labbadia e disegnata quasi sempre con il 4-3-3, è l’olandese Wout Weghorst, ventisei anni, nove gol (distribuiti in nove partite) e tre assist in Bundesliga. Decisivo il lavoro dei due esterni d’attacco Admir Mehmedi (1991, svizzero, cinque reti, ala destra) e Josip Brekalo (1998, croato, due gol, padrone della fascia sinistra). 

L’ORO ALLE OLIMPIADI - Un Wolfsburg costruito nel segno dell’ordine e dell’organizzazione, che ha trovato in Brasile un terzino in grado di stregare subito la Bundesliga. Si chiama William, gioca sulla corsia destra, ha quasi ventiquattro anni, è arrivato nel 2017 dall’Internacional di Porto Alegre all’inizio di luglio ed è costato cinque milioni di euro: un metro e 73, nato a Pelotas il 3 aprile del 1995, 24 presenze e un assist in questo campionato. Ha giocato in passato della nazionale brasiliana Under 20 e ora viene seguito con attenzione dal ct Tite. Ha cominciato la carriera nella Juventude, nella città di Caxias do Sul. Ha conquistato due tornei statali (campionato Gaucho) con l’Internacional, a Porto Alegre ha avuto come allenatori anche Paulo Roberto Falcao. E nel 2016 ha vinto con il Brasile la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra: tre presenze durante la fase a gironi, 42 minuti in campo, il ct era Rogerio Micale, il capitano era Neymar, Marquinhos guidava la difesa e in attacco si alternavano Gabriel Jesus, Luan, Gabriel Barbosa (Gabigol) e Felipe Anderson.

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