Catch-22, George Clooney: «Racconto l'assurdità della guerra»

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Il grande attore americano è venuto a Roma per presentare con il resto del cast la serie tv Sky, in onda su Sky Atlantic dal prossimo 21 maggio: «Niente politica, non sono una persona in grado di scendere a compromessi». Nella serie c'è anche Giancarlo Giannini: «Il mio personaggio non è solo vigliacco, è molto di più»

ROMA - George Clooney non ha intenzione di scendere in politica. È quanto ha fatto intendere rispondendo a Roma (qui le foto) alle domande dei cronisti alla presentazione della miniserie in sei puntate Catch - 22 diretta e prodotta dal premio Oscar, in prima tv esclusiva dal 21 maggio su Sky Atlantic in prima serata. "Non penso di dover entrare in politica, non credo che sia il luogo giusto per me. Ho altri talenti: fare l'attore non richiede di scendere a compromessi". "Sicuramente - ha aggiunto - è un periodo in cui bisogna sempre prestare attenzione a quello che succede intorno a noi. La storia che raccontiamo è stata scritta durante la guerra in Corea, si riferisce alla seconda guerra mondiale ed è uscita durante la guerra del Vietnam, quindi è un qualcosa senza tempo, che parla della guerra in modo universale. Gli autori hanno trovato un modo per replicare questo romanzo, portarlo in tv. Il mio ruolo è stata una grande parte (l'ambizioso e sadico tenente Scheisskopf) e gridare alle persone è stato terapeutico".

"Quando serve un italiano i registi americani chiamano sempre me". Così Giancarlo Giannini parla del suo ruolo in 'Catch 22' la serie originale Sky presentata oggi a Roma e in cui interpreta Marcello. "Il personaggio è bellissimo - racconta - Mi ricordava Pasqualino Settebellezze, che è più o meno di quello stesso periodo. Ma questo è un fanfarone molto intelligente, è oltre il vigliacco, è più pazzo dei pazzi delle guerra e si permette dire delle cose meravigliose". Quanto al lavoro con Clooney, "mi è piaciuto molto partecipare a questo film anzi come diceva George e stato il primo romanzo antimilitarista che poi ha aperto la strada a tutta una narrazione. George è un grandissimo attore ma anche un grandissimo regista. Avevo un lungo monologo che non sono riuscito a memorizzare, lui mi ha mandato un video delle battute e non ho dovuto fare altro che imitarlo - scherza - è un grande regista, non si arrabbia mai sul set. Come tutti i grandi con cui ho lavorato, e io ho lavorato con Ridley Scott, con Visconti, non ti dice quasi nulla. I registi bravi se ti scelgono sanno che tu sei giusto per quel personaggio". Quanto al possibile impegno politico di Clooney, Giannini scherza entusiasta: "Lui è un politico in realtà, io spero diventi il presidente degli Stati Uniti, così mi raccomanda".

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