Le rivoluzioni di Sarri e le storie di Cereser e Nobili

Sarri e le sue rivoluzioni, da Empoli a Torino; e poi le storie di due interpreti del calcio degli Anni Sessanta e Settanta, Angelo Cereser e Bruno Nobili

(Furio Zara) Sarri, Sarrismo, Sarriball. Un uomo, una fede, una religione. A Stamford Bridge, qualche tempo fa: Chelsea vs Liverpool. Partita bellissima, di quelle che non dovrebbero finire mai. Ad un certo punto Jurgen Klopp - con il Liverpool sotto di un gol - si volta verso Maurizio Sarri e sorride di un sorriso aperto, sincero, pulito come un ruscello di montagna. Scusa, perché sorridi? Perché mi sto divertendo un mondo e tu? Pausa. Anch’io. Poi non ci sarebbe molto altro da dire: il calcio è questa cosa qua, la bellezza seminata che ci fa felici, strappandoci con violenza alla banalità della nostra quotidianità. Indagine su un allenatore al di sopra di ogni sospetto: potrebbe essere il sottotitolo del libro che Andrea Cocchi ha dedicato all’allenatore della Juventus, artefice di una rivoluzione culturale che molti proseliti ha fatto in questi anni, da Empoli a Napoli, da Londra a Torino e - rifacendo il giro - da molto prima, da quando cioè tutto ebbe inizio nei dilettanti. Vita, opere, miracoli dell’allenatore in tuta, con tre interviste finali (ad ex colleghi del Sarri sconosciuto) assai rivelatrici. Lunga vita a «Incontropiede», la casa editrice fondata e curata da Alberto Facchinetti, sempre puntuale nello scovare storie preziose da raccontare.
SARRI, Il rosso, l’azzurro, il bianconero; di Andrea Cocchi, edizioni Incontropiede, 113 pagine, 15,50 euro

Il sapore ruvido del calcio degli Anni Sessanta e Settanta, quello in bianco e nero e delle partite tutte alla stessa ora della domenica, rivive in queste due belle biografie di Angelo Cereser e Bruno Nobili, forse non due campionissimi ma entrambi ottimi rappresentanti di una generazione d’oro del nostro calcio. Giocatori diversissimi tra loro ma uniti dalla stessa passione per il pallone. Angelo Cereser, veneto di Eraclea, stopper e soprattutto libero (difensore centrale, si direbbe ora), volto spigoloso e grinta da vendere - tanto da meritarsi il soprannome di “trincea” - ha legato il suo nome al Torino, dove ha giocato dal 1962 al 1975, collezionando circa trecento presenze in maglia granata e due coppe Italia. Non ha fatto in tempo a vincere lo scudetto con la squadra di Radice, era stato appena ceduto al Bologna, ma occupa comunque un posto rilevante nel cuore dei tifoso torinisti, per la sua abnegazione e per il coraggio mostrati contro i più forti attaccanti del nostro calcio, ed anche per i due rigori trasformati in un famoso derby, chiuso per 3-3. Qui racconta il suo calcio e la sua epoca, i grandi personaggi degli anni in granata - da Rocco a Pianelli, da Giagnoni al suo grande amico Agroppi - svela le baruffe in campo con Bettega, al quale regalò in campo anche un plateale gesto dell’ombrello, e con Anastasi (a lui, invece, sferrò un gran destro dopo l’ennesima lite in campo), e quel fallaccio su Rivera dopo un tunnel subito…
A Bruno Nobili, invece, alle sue finte e ai suoi dribbling da autentico numero 10, è legato invece quel Pescara che più di tutti ha saputo emozionare i tifosi biancazzurri, quello capace nel 1977 di raggiungere per la prima volta la serie A (impresa ripetuta poi nel 1979). Bandiera e capitano di quella squadra fu appunto il funambolico Bruno, non a caso sudamericano di nascita - era nato in Venezuela - maestro nel battere i calci di rigore (in serie A ne segnò 17 di fila prima di farsene parare uno dal romanista Paolo Conti) e beniamino dei tifosi. Uno che dopo aver girato l’Italia (dalla Roma che lo fece esordire in serie A alla Maceratese, dall’Avellino al Cagliari) trovò il suo centro di gravità permanente in Abruzzo, dove approdò nel 1974, a 25 anni, per rimanervi fino al 1982. Gli autori ci fanno rivivere l’atmosfera di quegli anni, nei racconti dei protagonisti - dallo stesso Nobili ai suoi ex compagni - e nel ritratto di Pescara “città gaudente, capace di innalzare a icona la Giulietta sprint più che il basco di Che Guevara”, il posto ideale per uno spirito libero come il nostro Bruno. Con foto e ritagli di giornali, e tutti i tabellini degli otto campionati trascorsi da Nobili in riva all’Adriatico.
ANGELO CERESER, una vita in trincea; di Paolo Ferrero, Bradipolibri, 185 pagine, 15 euro.
BRUNO NOBILI, L’ESSENZA DEL DRIBBLING, il numero 10 e l’epopea del Pescara di Tom Rosati, Giancarlo Cadè e Antonio Valentin Angelillo; di Maurizio Delli Gatti, Paolo Martocchia e Paolo Smoglica, Hatria Edizioni, 207 pagine, 18 euro

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