Ronaldo e Messi raccontati ai più piccoli e come è rinato il Tennis italiano

Ronaldo e Messi, i due campionissimi spiegati agli appassionati più piccoli attraverso curiosità e numeri. E poi il Rinascimento del nostro tennis, dalla crisi degli Anni Ottanta alle vittorie di Berrettini e Fognini

Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, sempre loro, così uguali e così diversi, gli unici ad aver segnato più di settecento gol in partite ufficiali. I due più grandi giocatori del ventunesimo secolo - e tra i più forti in assoluto nella storia del calcio - si sono divisi in questi anni tutti i trofei individuali e di club (il bomber portoghese ha vinto anche l’Europeo con la sua Nazionale) e rivivono in due divertenti libretti, dedicati al pubblico più giovane e compilati con la passione di Simon Mugford e i buffi ma azzeccati disegni di Dan Green. Fatti, aneddoti e numeri: sono le basi su cui poggiano le storie di questi due marziani del pallone, di Cristiano che giocava per le strade di Madeira prendendo a calcio una bottiglia di plastica (perché spesso lui e i suoi amici non potevano permettersi un vero pallone) e di Lionel, nella sua Rosario, in Argentina, sempre il più basso della scuola e della squadra ma capace sin da piccolissimo di inventare meraviglie. E poi lo sbarco nel grande calcio, Ronaldo con Sporting Lisbona, Manchester United, Real Madrid e Juventus, Messi invece sempre legato al Barcellona, con il primo contratto che fu firmato su un tovagliolo di un ristorante… Sarebbe divertente leggerli insieme, questi due volumetti, per paragonare le carriere e i risultati: Velocità, Dribbling, Numeri, Forza e altezza, Gol, sono le caratteristiche principali del numero 7 della Juventus secondo gli autori, che invece per quanto riguarda il 10 del Barcellona rispondono con Movimenti, Dribbling, Passaggi, Visione e Gol. E poi le statistiche, i gol più belli, i campioni che hanno giocato con loro, le curiosità, il confronto tra i due. Una bella (doppia) lettura per le vacanze.
RONALDO RULES, MESSI RULES, di Simon Mugford e Dan Green; Edizioni HarperCollins, ciascuno 128 pagine e 12 euro.

Dov’eravamo rimasti? Nel tennis che faticosamente sta provando la sua ripartenza - tra esibizioni che si trasformano in autogol, strampalati tentativi di stravolgere le regole del gioco, la riproposizione dei benemeriti Assoluti e la speranza che almeno la stagione sulla terra battuta possa essere regolarmente o quasi disputata in autunno - il movimento italiano si stringe attorno ad un dato di fatto, certificato dalla classifica Atp: otto italiani nei primi cento (dal numero 8 Berrettini al centesimo Caruso), due nella Top 11, il diciottenne più forte del circuito… Un risultato che è frutto di un paio di anni di risultati straordinari, dalla semifinale centrata nel 2018 al Roland Garros da Cecchinato al trionfo di Fognini a Montecarlo, dalla straordinaria maturazione di Berrettini - semifinalista a Flushing Meadows e qualificato al Masters di Londra - all’esplosione di Sinner, protagonista di una scalata incredibilmente veloce. Un Rinascimento tennistico - per il momento relativo solo all’attività maschile - che però parte da lontano, come ci viene spiegato in questo bel libro di Vincenzo Martucci - ex colonna della Gazzetta dello Sport, che del tennis moderno ha visto tutto e conosce tutto - e Paolo Bertolucci, il popolare Braccio d’Oro dal rovescio impeccabile, ex numero 12 del mondo, ex capitano di Coppa Davis ed ora telecronista di punta a Sky. Un gran bel doppio - non a caso la specialità di Paolo - per un viaggio nel nostro tennis diviso in sette capitoli, che parte… dalle donne, da quel fantastico quartetto (Errani, Pennetta, Schiavone e Vinci) che riportò il tennis in prima pagina grazie alle vittorie in Federations Cup e ai trionfi di Francesca a Parigi e Flavia a New York, per poi tornare indietro alle difficoltà degli Anni Ottanta, con il quartetto maschile dei sogni (Barazzutti, Bertolucci, Panatta e Zugarelli) che cercava faticosamente i suoi degni eredi, fino all’età dell’oro di questi giorni. Cinquant’anni di delusioni e vittorie indimenticabili, con Martucci e Bertolucci che non dimenticano nessuno, da Gaudenzi a Canè, da Lorenzi a Pescosolido, da Volandri a Nargiso, esplorando i motivi del salto di qualità e regalando i giusti meriti alla Federazione rimessa a nuova da Binaghi ed al lavoro di coach sempre più preparati (Santopadre, Arbino, Piatti…) mettendo in evidenza anche i successi politici dei nostri portacolori, con Gaudenzi e Calvelli promossi recentemente ai vertici dell’ATP. E anche il futuro prossimo sembra già indossare il tricolore, con i vari Musetti, Zeppieri, Nardi, Gigante, che scalpitano. Prepariamoci ad altre giornate di gloria.
IL RINASCIMENTO DEL TENNIS ITALIANO, di Paolo Bertolucci e Vincenzo Martucci; Edizioni Pendragon, 204 pagine, 16 euro.

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